Orvieto Città Slow

Orvieto, sede della Scuola di Lingua e Cultura Italiana Lingua Sì, con la magia dei suoi scorci e il magnifico Duomo, è sempre più la meta preferita da studenti provenienti da tutto il mondo per imparare l’italiano. Chiunque si trovi a passare da queste parti non può non essere colpito dall’imponenza della rupe su cui sorge, ma forse non tutti sanno che Orvieto è anche “città slow”. Il Movimento Cittaslow, nato nel 1999 dall’intuizione dei Sindaci di Greve in Chianti, Bra, Orvieto e Positano, e sostenuto dal Presidente di Slow Food, ha come obiettivo “quello di allargare la filosofia di Slow Food alle comunità locali e al governo delle città, applicando i concetti dell’ecogastronomia alla pratica del vivere quotidiano”.
I Comuni che aderiscono all’associazione devono rigorosamente essere “animati da individui curiosi del tempo ritrovato, dove l’uomo è ancora protagonista del lento, benefico succedersi delle stagioni; rispettosi della salute dei cittadini, della genuinità dei prodotti e della buona cucina; ricchi di affascinanti tradizioni artigiane, di preziose opere d’arte, di piazze, di teatri, di botteghe, di caffè, di ristoranti, luoghi dello spirito e paesaggi incontaminati; caratterizzati della spontaneità dei riti religiosi, dal rispetto delle tradizioni, dalla gioia di un lento e quieto vivere”. Tutto ciò spiega il fascino che Orvieto riesce ad esercitare sui nostri studenti, che al momento di ripartire per il proprio Paese vorrebbero poter portare con sé non solo la bellezza dei vicoli e degli edifici, ma soprattutto la lentezza della dolce vita orvietana.

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